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IMPEGNO SOCIALE CONTRO LA CAMORRA
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Cronaca: Criminalità, nel Sannio ancora pochi reati
Pubblicato il 04-08-2009
nessuna

Furti, scippi, rapine, truffe ed omicidi, a Benevento l’escalation criminale non si palesa certo come opprimente. Siamo, infatti, tra le province meno colpite dal fenomeno criminalità...

Furti, scippi, rapine, truffe ed omicidi, a Benevento l’escalation criminale non si palesa certo come opprimente. Siamo, infatti, tra le province meno colpite dal fenomeno criminalità. A dirlo è la ricerca condotta da ‘Il Sole 24 Ore’ che analizza i reati perpetrati nelle diverse province italiane. La base di riferimento sono i dati forniti dal ministero dell’Interno.
Benevento si piazza bene nella classifica generale palesandosi come una città ancora vivibile grazie ad un’aggressività ridotta della criminalità, almeno stando all’analisi dei reati presi in considerazione dallo studio.
L’indagine del noto quotidiano economico mette sotto la lente d’ingrandimento gli omicidi volontari, i furti in abitazione, i furti d’auto, gli scippi, i furti con destrezza, le rapine, le truffe e le frodi informatiche. Il periodo di riferimento è l’anno 2008 e i dati registrati in quei dodici mesi sono messi a confronto con quelli precedenti. Un paragone che fa emergere un po’ ovunque lungo lo Stivale un affievolimento del fenomeno criminale dal 2007 al 2008.
Benevento segnala un -6,2 per cento di reati criminali rispetto all’anno precedente. Il numero totale di reati registrati nel 2008 è pari a 7.246, vale a dire 2.209 ogni 100mila abitanti. Un dato che ci consente di piazzarci tra le province migliori, quelle cioè meno colpite dalla criminalità. Meglio di noi nel Paese ci sono solo Matera, Enna, Potenza e Oristano.
A dare più grattacapi nel 2008, sono stati, ironia della sorte, i reati più efferati: gli omicidi volontari. A Benevento e provincia se ne sono contati 4, un numero certamente in se non elevatissimo, ma che definisce la sua vera portata quando è raffrontato al numero di abitanti. Con 1,38 omicidi ogni 100mila abitanti e un aumento del 100 per cento rispetto all’anno precedente, Benevento si piazza al 20esimo posto assoluto scavalcando in Campania Salerno ed Avellino dove l’incidenza è nettamente minore.
Piuttosto consistente è anche il peso delle truffe e frodi informatiche. Nel 2008 in tutto il Sannio se ne sono contate ben 523, vale a dire 181 ogni 100mila abitanti. Dati che ci pongono al 24esimo posto in classifica con una riduzione però rispetto all’anno precedente (-30%).
Abbastanza consistente anche il numero di furti di auto: 371 in tutto. 128 ogni 100mila abitanti, con una tendenza temporale pari a – 7,2 % rispetto all’anno precedente.
Migliora consistentemente la situazione quando si passa ad analizzare gli scippi. A Benevento e provincia nel 2008 ne sono stati commessi 28, per un totale di 10 ogni 100mila abitanti. Con una tendenza però all’aumento rispetto al 2007 (+ 27,3%).
Ci attestiamo a metà classifica quando si parla di rapine. Nel Sannio se ne sono contate 75 nel 2008, con un’incidenza sulla popolazione pari a 26 ogni 100mila abitanti. Numeri ridotti rispetto all’anno precedente (- 5,1%).
Di furti in abitazione, lo scorso anno, ne sono stati commessi 441, 153 ogni 100mila abitante, con una diminuzione rispetto al 2007 pari a – 17,3. Meglio di noi in Campania in quanto a furti in abitazione solo Salerno dove l’incidenza è di 118 ogni 100mila abitanti.
Ancor più rosea la situazione quando si analizzano i borseggi. Nel 2008 a Benevento e provincia sono stati compiuti 114 furti con destrezza, vale a dire 39 ogni 100mila abitanti. Numeri in diminuzione rispetto all’anno precedente (- 32,1%).

ANTIPEDOFILIA
ANTIPEDOFILIA

Questo Gruppo affronta un tema di estrema attualità: la pedofilia su Internet. La scelta di tale argomento è motivata dal fortissimo turbamento destato nell’opinione pubblica dai recenti fatti di cronaca, che hanno visto protagonisti i minori in qualità di vittime. Al fenomeno della pedofilia è stato dato un enorme risalto dai mezzi di comunicazione. In particolare, ha suscitato forte scalpore la lettera di alcuni pedofili, diffusa tramite Internet e indirizzata proprio ai bambini, in cui si presentava la pedofilia come una svolta verso i minori e come volontà di liberarli dalla repressione imposta dalla società. Nonostante la pedofilia esistesse già prima di Internet, si è riscontrata la tendenza dell’opinione pubblica a considerare Internet, mezzo dalla potenzialità illimitata e dalla immediata e generalizzata accessibilità, uno spazio privilegiato di diffusione e di concentrazione della pedofilia. La Rete, incarnando un mondo volto alla completa degradazione di valori morali e caratterizzato solo da regole volte a garantire la libertà di chi lo frequenta, si afferma rapidamente come luogo della comunicazione globale. Dinanzi all’assenza di qualsiasi forma di controllo, sono in molti ad auspicare la possibilità di censurare la Rete al fine di proteggere il diritto dei bambini a non imbattersi in immagini scabrose Dunque, si affronterà il delicato tema dei diritti degli utenti: da una parte, il diritto alla libertà d’espressione rivendicata dal popolo della Rete, che è portato a considerare il proprio sito una associazione, e dall’altra, il diritto dei minori ad essere tutelati. A fronte, dunque, dell’ambiguità dello statuto giuridico del sito Web, si valuterà se un sito Internet possa essere considerato effettivamente un luogo privato o una finestra pubblica. Saranno, inoltre, elencate le diverse iniziative di regolamentazione varate sia a livello sia nazionale, che internazionale, per disciplinare la Rete e per far fronte al dilagante fenomeno della pedofilia online. Il nostro scopo principale è cercare di comprendere, attraverso uno studio approfondito dei siti, come tali associazioni intervengono nella lotta alla pedofilia e, soprattutto, se la loro attività abbia avuto fino ad oggi risultati soddisfacenti. In base a quanto comunemente si legge sui giornali, il ruolo di queste associazioni sembra essere decisivo nel combattere la pedofilia online. Il nostro intento è, quindi, capire come esse intervengono e il perché in molte occasioni esse siano riuscite a ottenere risultati in alcuni casi anche più significativi rispetto a quelli raggiunti dalle Forze dell’Ordine.

IO SO BENE CHE QUESTI MESSAGGI

SERVIRANNO A POCO:

PURTROPPO CHI HA INTENZIONE DI ABBANDONARE

IL SUO "AMICO", LO FARA',

LUI NON SENTE RAGIONI, SOLO IL COMODO SUO SENTE.

PERO' CARO AMICO, TI DICO

NON TROVARTI SCUSE PER ABBANDONARE IL TUO ANIMALE,

NON NE HAI!

NON pensare

che tanto lo troverà qualcuno

CHE se ne prenderà cura,

NON è DETTO !

SE LO ABBANDONI,

LUI MORIRA',

ALMENO PER TE, SI,

SARA' MORTO,

E TU TE NE PENTIRAI,

STANNE CERTO,

ANCHE SE NON LO VEDRAI PIU',

E NON SAPRAI CHE FINE FARA'.

LA VITA TI RESTITUIRA',

DOMANI,

IL BENE o IL MALE

CHE TU FAI OGGI.

ABBANDONARLO

E' UN MALE,

ANCHE TRATTARLO MALE

E' UN MALE,

LO SAI VERO?

OK, NON LO FARE!!

PIUTTOSTO AMALO,

PERCHE' LUI TI AMA

ED E' GIUSTO COSI'.

E NON PENSARE CHE TANTO NESSUNO TI VEDE!

NON E' DETTO NEPPURE QUESTO,

COSA NE SAI?

ANZI,

DICIAMO PURE CHE NON SEI MAI SOLO,

E CHE QUALCUNO CHE TI VEDE C'E' SEMPRE.

AMICI
AMICI

Ho sempre considerato l’amicizia come un momento fondamentale della mia vita, consapevole che è assurdo pretendere di ricevere dagli altri senza impegnarsi a dare tutto quanto ci è possibile per coloro che ci stanno accanto. e ho capito che alla base di ogni rapporto ci deve essere una reciproca stima, alimentata dalla certezza che solo dalla collaborazione fra tutti gli uomini può nascere un mondo migliore. Caro amico, ho bisogno di te come un cuore per battere ha bisogno dell’aorta. Ho bisogno di parlare con te e sapere che è come se parlassi a me stesso, ho bisogno di sapere che ci sei in qualsiasi momento e che sei disposto a rispettarmi senza “sparare” giudizi gratuiti.